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M° Riccardo Casalaina

(Novara Sic. 19.05.1881 – Messina 28.12.1908)

Nato, da genitori di Castroreale (Antonio e Gaetana Benenati), a Novara Sic., dove il padre era stato temporaneamente incaricato di dirigere la locale prestigiosa banda musicale; incarico mantenuto per pochi anni, dal momento che il suo impegno musicale, a parte la parentesi novarese, continuò sempre con la Banda Musicale di Castroreale, dove fu V. Direttore, insegnante e 1° trombone cantabile. A soli 10 anni, Riccardo supera brillantemente le prescritte prove di esame di ammissione al 1° Corso per Pianoforte del Conservatorio di Palermo, allora unico in Sicilia, aggiudicandosi – primo su 18 concorrenti – la gratuità completa. Dopo aver ivi frequentato il biennio con giudizi lusinghieri, continua gli studi presso il più antico e glorioso Conservatorio del Mondo, il “S. Pietro a Majella” di Napoli, dove a vent’anni consegue con lode il diploma di magistero in pianoforte, classificandosi al 1° posto tra gli oltre 60 candidati e raggiungendo l’obbiettivo in sette anni invece di nove (massima diminuzione consentita dai regolamenti del tempo). A distanza di appena altri 2 anni consegue il Diploma in Composizione con la esecuzione, nella sala dei concerti del Conservatorio, dell’”Attollite Portas” (poema per soli, coro ed orchestra), che – per volere dello stesso Direttore, oltre che dei presenti – viene replicato tra grandi acclamazioni. Concludendo l’iter burocratico conservatoriale, lascia un ottimo ricordo al termine del suo soggiorno a Napoli, dove è stato sempre confortato dall’illimitata stima di illustri maestri quali Rossomandi, Martucci, Serrao, etc. Fu stimato da grandi musicisti quale Leoncavallo, che gli dedicò la sua opera    “Zazà”, Pietro Mascagni che gli dedico la sua “Iris”, Francesco Cilea che gli dedicò l’”Adriana” e conobbe altri uomini ed artisti celebri quali Ugo Fleres, Roberto Bracco, Ermete Zacconi, Edoardo Mascheroni, etc. Rifiutando allettanti proposte di lavoro a Milano e di Direttore e Maestro di cori in un teatro della Grecia, fissa la sua dimora a Messina, città che l’aveva sempre affascinato, ove si manifesta tra i più vivaci animatori della vita artistica e culturale, iniziando a collaborare alla vita del Circolo Artistico. Ogni settimana Riccardo da Messina si reca a Castroreale, dove trascorre la permanenza dialogando con Settimo Sardo (vedi foto) cui dedica “Gratitudine” con annotazione autografa “in stima e riconoscenza”, con il padre Antonio, con il cugino notaio Mario Benenati e con altri musicisti della Banda Musicale. Di questo periodo (26-8-1901) la riduzione della polka “L’indisponente” effettuata per la banda musicale di Castroreale dal Casalaina personalmente; precedentemente aveva già composto e ridotto per la stessa banda diversi altri brani, tra cui la la mazurka “Mariannina” (22-9-1899). Il 9 Febbraio 1904 Casalaina ottiene il clamoroso battesimo della gloria con la rappresentazione, al Teatro “V. Emanuele” di Messina dell’idillio mitologico “Aretusa”, rappresentato dopo qualche mese anche al “Massimo” di Palermo, dove il maestro Mascheroni – che in quella stagione ne diresse l’orchestra – volle cedere la bacchetta al giovane autore. Durante le stagioni teatrali 1904/05 e 1905/06, il maestro presta la sua opera quale maestro sostituto al “V. Emanuele” di Messina, dopo aver dimostrato le sue doti dirigendo orchestre a Napoli, Palermo e in diverse città della nostra provincia. Nel contempo cura l’attività interpretativa mirabilmente estrinsecata da solo o alla guida di compagini corali e orchestrali, cui sovente era richiesto il bis o, addirittura, il tris; non trascura l’attività didattica, che gli consente di formare i futuri maestri messinesi Pasqualino Saya e Rosario Lazzaro; né, d’altronde, tralascia l’attività compositiva, cui si dedica con febbrile alacrità, quasi presago della sua non lontana fine. Dotato di una duttile ed inesauribile vena creativa, lascia un centinaio di lavori appartenenti ai generi più diversi, la cui elencazione sarebbe notevolmente considerevole: dalla musica da camera (vocale e strumentale) a quella per pianoforte (a due e a quattro mani), dalle composizioni sacre ai pezzi per banda, dalla musica per orchestra alla musica popolare, alle composizioni per soli ed orchestra ed alle opere teatrali. Il Maestro scompare tragicamente alla vigilia della rappresentazione, al Teatro “V. Emanuele” di Messina, della sua opera più importante l’”Antony” tratto dall’omonimo lavoro di Alexandre Dumas padre, per la cui pubblicazione l’allora Ministro Gianturco (a sua volta raffinato e colto artista) segnala al comm. Giulio Ricordi l’opportunità di ascoltarne il lavoro. Le prove d’assieme di questa sua opera, per la cui composizione lavorò circa tre anni, avevano impegnato il giovane compositore quasi tutto il mese di quel nefasto Dicembre 1908. L’opera conoscerà la gloria dopo la morte dell’autore e sarà rappresentata in prima assoluta il 14 Aprile 1912 dalla Compagnia Lirica Internazionale diretta da Giuseppe Borboni al teatro Reinach di Parma. Dopo Parma, dove l’opera viene data per cinque sere consecutive, l’”Antony” viene presentato al Teatro Fenice di Trieste (allora propaggine dell’Impero Austro-Ungarico), a Palermo e a Messina. Ovunque pubblico entusiasta, critici e stampa osannanti! Accanto a Luigi Nardi, Albertina Bardi, Renato Meroni, Tina Masucci ed altri, contribuirono particolarmente al successo dell’opera  due geniali artisti del tempo (successivamente famosi): il tenore Tito Schipa e il direttore d’orchestra M° Renzo Bianchi. La ricca produzione musicale lasciata da Casalaina ci presenta un esempio raro, non facilmente riscontrabile anche nei più grandi maestri dell’Arte. Dei suoi successi, in vita e non, la stampa ha dato ampia testimonianza in tutti i tempi. Le città di Messina, Catania e  Castroreale ne hanno onorato la memoria dedicandogli delle vie, mentre Castroreale e Novara Sic. hanno titolato, rispettivamente, una Associazione Cultural-musicale ed il Teatro Comunale. Dopo le ultime recite messinesi dell’”Antony” (effettuate con strepitoso successo nel 1913), purtroppo, i brani di Casalaina vengono sporadicamente eseguiti nel 1958 dall’Orchestra da Camera, da poco ricostituita, diretta dal M° Maurizio Arena o in concerti organizzati da alcune Istituzioni culturali e Scolastiche di Messina (Istituto Tecnico “Iaci”, Ente Teatro “V.E.).  La Rai, inoltre, nel cinquantenario della morte, mandava in onda l’intera opera “Antony”. Onorare oggi Riccardo Casalaina significa collocare in una cornice di meritata rivalutazione un artista dalla elevata ispirazione innovativa, trascurato per decenni e già battezzato dai maestri suoi contemporanei “IL MOZART DEI NOSTRI TEMPI”. Alle Istituzioni benemerite, che già in passato hanno cercato di riprodurre al pubblico le arie di Casalaina, ed agli Enti Locali il compito di valorizzazione storico-artistica di questo musicista, che, se fosse vissuto sufficientemente, “aveva tutti i presupposti per potersi affermare, soddisfacendo così quell’orgoglio campanilistico che Catania aveva trovato in Bellini”, come recita la recente monografia del prof. Gioacchino Grasso, pubblicata dall’Accademia Filarmonica di Messina.

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